Origine ed evoluzione del piercing, foto
e suggerimenti
Follie?
Forme di masochismo? Sembrerebbe proprio di no, almeno stando
a quanto dicono alcuni insigni antropologi che ricordano come
l'uomo dipinga, buchi e addirittura marchi il proprio corpo
dalla notte dei tempi.
Lo
scopo principale del piercing è quello di distinguere
i ruoli che ogni membro assume all'interno della tribù
- si legge in un articolo della rivista Piecing World -. Tutto
ciò regola i rapporti tra i vari individui sia nel quotidiano
che durante le cerimonie, rendendo immediatamente palese, al
solo sguardo, tutta una serie di informazioni sull' individuo,
in rapporto al gruppo.
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Ma
in quali parti del corpo si può applicare il piercing?
Praticamente ovunque, dicono gli esperti. Il posto più
comune da forare è il lobo delle orecchie, come è
facile da intuire. Ma il piercing più in voga pare
sia quello all'ombelico, che era considerato come segno di
regalità già dagli gli antichi Egizi.
Di
antica pratica anche il cosiddetto Nipples, (il piercing dei
capezzoli), che pare fosse diffuso tra i centurioni romani
come segno di virilità e coraggio. Molto in anche il
tougue (piercing della lingua), che di solito guarisce molto
rapidamente ed è uno dei piercing meno dolorosi.
Nella
hit parade dei "fori" più popolari c'è
indubbiamente anche il piercing alla narice. "Molta gente
però non è proprio cosciente dei rischi che
può comportare una tecnica sbagliata di installazione
-spiegano sulla rivista Piercing World - . Non permettete
che vi buchino la narice con una pistola da orecchie, e non
usate un comune orecchino".
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